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AESSENET.ORG - il sito in divenire
 
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Storia del sito in divenire

E' estremamente difficile riassumere la storia di aessenet.org in poche righe, tuttavia cercherò di fare del mio meglio per parlare della nascita del 'sito in divenire'. Mi scuso in anticipo per lo stile discontinuo della narrazione e dei frequenti salti temporali presenti in essa: con il tempo migliorerò questa pagina aggiungendole anche quache immagine significativa.


Aessenet.org è nato dalla continuazione e dalle successive modifiche della mia prima pagina web.

La primissima versione (siamo nel 1998) della 'aesse homepage' era costituita da una unica (e lunga) pagina contenente link a siti che ritenevo utili (il tutto realizzato con Publisher). Era divisa in 6-8 sezioni, e serviva solo a me.

Utilizzavo internet da pochi mesi, quando scoprii un sito dedicato ad un gruppo che allora mi piaceva (i bluvertigo). Divenni visitatore abituale di quel sito e della relativa chat (#bluvertigo).

La prima volta che entrai in chat nel canale #bluvertigo ero preso dal panico e non capivo nulla del programma (Mirc) che avevo scaricato. Nel canale c'erano due persone: Siris e Azim. Cercai di chiedere aiuto a quest'ultimo, senza ottenere alcune informazione.
Ma torniamo a KeL. KeL aveva anche un sito personale, molto amatoriale, dove spiegava tra le altre cose come usare un programma (il FastTracker) per comporre musica in formato .xm.

Avevo già provato in tutti i modi ad usare quel programma, ma solo dopo aver letto la sua pagina web riuscii a capirne il funzionamento.

Iniziai quindi a capire che una pagina web poteva essere utilissima: se avessi trovato un sito che spiegava come usare Mirc, non mi sarei sentito così insicuro in chat.

Il tempo passava, io imparai ad usare Mirc, e iniziai a studiacchiare un po' di html (la mia guida erano quei fascicoli che regalavano con La Repubblica).
Decisi quindi di rifare completamente il sito, e oltre ai link scrissi - guardacaso - una guida a Mirc, per permettere a chi l'avesse trovata di non sentirsi come me la prima volta che entrai nel canale #bluvertigo.

Pian piano il mio sito faceva progressi, ed iniziai a chedere pareri alle poche persone che avevo conosciuto via internet, ovvero chi frequentava il canale #bluvertigo. Uno di essi, Amoeba, ha avuto particolare importanza per gli sviluppi del sito perchè fu lui a definirlo 'in divenire', nel senso che c'erano ancora molte cose da aggiungere/sistemare.

Mi iniziò ad appassionare l'informatica, e in particolar modo un programma piuttosto semplice di grafica 3d: corel dream 3d. Realizzai qualche disegno, e - visto che ormai avevo un sito - creai una sezione per farli vedere ai visitatori (immaginari, visto che nessuno oltre a me navigava nella 'aesse homepage').

Il sito era costruito usando i frame: a sinistra il menù, a destra le pagine. Il menù era costituito da circa 7 bottoni che in altezza occupavano tutto lo schermo. Il sito era ospitato da angelfire.com (spazio disponibile: 300kb), e per aggiornarlo era necessario usare una interfaccia web (non c'era l'ftp) spedendo i file uno per volta.

Dopo essere stato su angelfire.com, grazie al mio primo abbonamento ad internet annuale con iol.it ottenni uno spazio (500KB) su un server web italiano; l'indirizzo del sito era diventato users.iol.it/albertoesse.

Più o meno a questo punto conobbi i realizzatori di Galileo (l'attuale risorse.net), che mi consigliarono di usare il server che usavano loro; in sostanza se si aveva un certo numero di visitatori, mettendo in tutte le pagine del sito un banner, si poteva avere a disposizione uno spazio illimitato su un server (velocissimo) italiano.

L'indirizzo del sito diventò quindi www.ipoint2000.net/free/aesse e successivamente www.ipoint2000.net/aesse.net (curiosità: avevo chiesto aesse.com, ma la cosa creava conflitti strani nel server).

Più avanti seppi che il server di ipoint2000.net era gestito da Daniele Bochicchio (attuale aspitalia.com).

Contemporaneamente all'utilizzo di ipoint2000.net, conobbi Luigi Manzo (attuale manuali.net), che mi suggerì di aderire ad una offerta di dominio gratuito a cui anche lui aveva aderito: avendo 250 visitatori al giorno e mettendo in alto a tutte le pagine del sito un banner di 468x60 pixel, e avrei avuto per la prima volta - e senza spendere una lira - un dominio tutto mio!

Ovviamente accettai subito l'offerta: firmai il contratto l'azienda che lo proponeva (Merlin Wizard) e il dominio www.aessenet.org venne registrato.

I visitatori al sito continuavano ad aumentare, tuttavia i miei rapporti con la Merlin Wizard iniziarono ad incrinarsi quando pensai che se avessi venduto gli spazi pubblicitari presenti sul sito (i listini allora erano di 60 lire ad impressions), avrei ampiamente ripagato le spese di spazio web e dominio.
Parlando con Luigi Manzo, seppi poi che lui riceveva un compenso mensile dalla Merlin Wizard: perchè se anche io avevo un sito con le loro pubblicità, non mi davano nulla?

Cercai alternative alla Merlin Wizard, contattando varie aziende di hosting..fino a scoprire che Massimiliano Gaudio (euroweb97.com) mi avrebbe dato gratis spazio web e dominio per un banner 120x60.

Parlando con Daniele Antidormi (Merlin Wizard) in una delle più tese chat che abbia mai sostenuto scoprii che Massimiliano Gaudio era un suo amico da molti anni, e che il dominio aessenet.org non era mio, ma (giustamente) di chi lo aveva pagato, ovvero la Merlin Wizard.

In sostanza o stavo con loro o dovevo registrarmi un nuovo dominio e ripartire, per così dire, da zero. Rimasi con loro e ottenti per quattro mesi un compenso totale di un milione e mezzo di lire.

Su aessenet.org era da poco nata una sezione dedicata alle suonerie per cellulari (le prime mi furono spedite da Daniele Bertocci, attuale joypad.it), che in breve tempo divenne la più visitata del sito.
La cosa non mi piacque molto, e decisi quindi di crare un sito apposta per le suonerie: registrai, pagando, il dominio suonerie.net, in modo che su aessenet si tornasse a parlare di informatica e non di suonerie per cellulari.

I rapporti con la Merlin Wizard erano tornati amichevoli, e allo Smau 2000 visitai il loro Stand. Daniele Antidormi, saputo del successo che stava avendo suonerie.net, mi disse che avevano in mente un progetto dedicato alla telefonia di cui mi avrebbe parlato più avanti, e in cui potevano rientrare i miei due siti (aessenet.org e suonerie.net).

Il primo
biglietto da visita
Qualche mese dopo quell'incontro allo Smau mi trovavo nello studio di un notaio a firmare la nascita di Mondotlc.com, di cui diventavo socio al 14%.

Aessenet.org e Suonerie.net diventavano parte di Mondotlc.com, sito di cui io gestivo la sezione dedicata alle suonerie per cellulari.

Durante l'edizione 2001 dello Smau siedevo allo stand Merlin Wizard, davo informazioni ai visitatori che le chiedevano e salutavo gli amici che venivano a trovarmi (Marco e Figus).

Sempre nel 2001 collaborai per tre mesi con un'altra azienda, la NumeroGiallo s.p.a, che stava valutando le possibilità offerte dal nuovo mercato.

A tante ore passate davanti al computer corrisposero meno ore passate a studiare: ormai la facoltà a cui ero iscritto, disegno industriale, diventava qualcosa di sempre più lontano, fino a quando decisi (inizio 2002) di abbandonarla del tutto.

Il sito andava a gonfie vele, quando seppi che i troppi accessi creavano problemi al server che ospitava aessenet.org, e che era quindi necessario spostare il 'sito in divenire' su un'altra macchina.
Ovviamente diedi il mio consento e iniziai a rifare da zero le pagine di aessenet, cercando come al solito di renderle più funzionali e navigabili.

Ricevetti una e-mail da un non vedente e capii che bastavo pochissimi sforzi per rendere aessenet.org più navigabile: mi misi all'opera per rendere davvero accessibile il sito, modificando lievemente il codice html delle pagine.

Sempre nel 2002, rendendomi conto del fatto che non si può andare avanti senza uno stipendio fisso mesile, decisi di riprovarci con l'università (comunicazione digitale), nonostante avessi avuto una interessante offerta di collaborazione occasionale da parte della Merlin Wizard.

Alberto 'aesse' Sarullo

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