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| | Jammie Thomas, una 30enne disoccupata di Brainerd, Minnesota, era stata condannata al pagamento di 220.000 dollari per aver scaricato e condiviso illegalmente file musicali attraverso Kazaa e non aver patteggiato una multa con le major. La causa era stata intentata dalla Riaa (l'Associazione discografici americani) e mirava a sostenere l'equivalenza tra il rendere disponibile un file e la sua distribuizione illegale. Ora Michael Davis, un giudice del Minnesota ha dato ragione alla donna "Bisogna dimostrare che lo scambio è avvenuto" sulla base del concetto che è reato distribuire file protetti da copyright, non il semplice metterli in condivisione. Alla Riaa ora spetterà l'onere della prova, ma la questione di principio è troppo importante: certamente sulla vicenda non è ancora stata messa definitivamente la parola fine
Fonte:
bintmusic.it
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