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| | Sul posto di lavoro ormai è risaputo che eccetto per rare esigenze aziendali sia vietato l’utilizzo di programmi di comunicazione come messenger, o programmi P2p, fino ad arrivare ai problemi del controllo della posta elettronica. Una vera e propria guerra tra i dipendenti e i datori di lavoro che ovviamente puntano a massimizzare la produzione e vedono in tali programmi delle distrazioni. Ora la guerra si fa ancora più dura perché sono ormai pochi coloro che resistono al richiamo di Facebook, il popolarissimo sito di socialnetworking. Tra le aziende in lotta contro quest’ultima dilagante distrazione ci sono anche Poste Italiane e la Regione Lombardia.
E' quindi il tempo dei filtri, dei key logger e molto altro per impedire o identificare i dipendenti che oziano tra un lavoretto e l’altro, sfogliando le pagine del web. Ma Facebook, diventa un potente alleato anche sotto il profilo della produttività. In particolare, la produttività è legata a filo doppio alla presenza e alla visibilità sulla piattaforma. Da una parte l’utilizzo di Facebook aiuta anche chi come ad esempio il sottoscritto pubblica alcuni dei sui articoli sulla propria pagina di Facebook. A cosa serve? A informare gli amici di qualche evento divertente. Dall’altra la piattaforma offre molto di più. E' un luogo sconfinato dove fare affari. Affari che fanno gola agli sviluppatori di programmi. In particolare si tratta di tutte quelle applicazioni che installiamo ogni volta che vogliamo vedere un messaggio inviato e creato con un altro programma o tutte le volte che cerchiamo qualcosa per il nostro spazio.
Attorno a questo marasma di applicazioni, utili e inutili, ci sono dei programmatori, delle scoietà che puntano anch’esse a massimizzare i profitti, a trovare clienti.
"Quelli di Facebook", infatti, hanno creato una piattaforma che di proprietario ha ben poco e che si condisce di tante applicazioni fatte da services. Potremmo azzardarci e dire “minima spesa, massima resa”. Perché "quelli di Facebook" se ne stanno li e guadagnano sulle posizioni che i programmatori acquisteranno per dare visibilità ai propri prodotti. Ogni sviluppatore, ad esempio, deve pagare $375, ogni anno, per mantenere la certificazione.
Fonte:
previewonline.info
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