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Lo smaltimento? Si fa dai rivenditori

La nostra è la civiltà del caricabatteria: più si diventa wireless, più dispositivi mobili (e non solo) usiamo, più alimentatori siamo costretti a conservare per dare energia decine di dispositivi. E non si tratta solo di cellulari e smartphone, ma anche notebook, navigatori Gps e ogni sorta di dispositivo più o meno utile. I cassetti straboccano di caricatori la cui origine è spesso ignota visto che sull'onda del risparmio molti produttori non marchiano più con il loro logo anche l'alimentatore. E così cellulare dopo cellulare in casa si accumulano caricatori diversi. A decine e con conseguenti problemi ambientali legati allo smaltimento. E se si considera che nel mondo ci sono oltre 4 miliardi di telefonini si intuisce quanto il problema sia grave.
È vero, esistono le norme Raee per gestire la questa spazzatura hi-tech, ma uno studio Vodafone rileva che nella stragrande maggioranza dei casi cellulari e alimentatori vengono buttati senza alcun riguardo. L'ideale è il conferimento nei punti vendita: ad esempio nei negozi Vodafone è possibile abbandonare il vecchio cellulare rispettando l'ambiente. Un'iniziativa che ha permesso di smaltire 1,6 milioni di pezzi in Italia ricuperando 30 tonnellate di materiali.
A rendere obsoleti i caricabatteria non è la tecnica, ma l'incompatibilità fisica del connettore: la scelta di rendere diversi gli spinotti è fatta apposta per preservare l'identità di marca e il business degli accessori, un mercato che in Italia vale 100 milioni di euro. Ora con il eurocaricabatteria unico le cose cambieranno. E già adesso si vedono i primi esempi: smartphone come i nuovi Nokia N97 o il Samsung Omnia Hd si alimentano via MicroUsb.
Già adesso sono in vendita alimentatori universali che utilizzano una porta Usb standard e un kit di cavetti per i modelli più diffusi. Dal 2010, però, basta con grovigli di cavi diversi. Tutto diventerà più semplice, anche accessori come il vivavoce e la connessione a un pc. E basterà un cavetto MicroUsb per caricare la batteria del cellulare mentre lo smartphone è collegato al Pc per sincronizzare i dati, risparmiando anche energia ed evitando di lasciare un altro alimentatore sulla presa a mangiare corrente. E qui è obbligatoria una ciabatta con interruttore per evitare sprechi quando gli apparecchi non sono sotto tensione. Infine, anche in vacanza basterà un solo "erogatore di energia" per tutti i telefonini di casa e c'è da scommettere che la piccola e sottile presa MicroUsb diventerà ancor più familiare.


Fonte:
ilsole24ore.com

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Staff, 2/07/09

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